I sistemi di dissipazione a liquido sono sempre stati tra le prime scelte di chi punta ad una estetica accattivante senza però rinunciare alle prestazioni.

Scegliere la soluzione più adatta a noi sarà molto più semplice una volta capito come funzionano questi impianti e da cosa sono composti.

Questo articolo è la trascrizione dell’analisi tecnica del contenuto “Il Signore dei Freschelli” su Youtube.
Sì, è una parodia del Signore degli Anelli.
Qui il link per una spiegazione con più immagini e video.

Ci sono quindi due soluzioni tra cui scegliere:

  •  Sistemi custom loop: sono stati i primi ad apparire sul mercato,indirizzati principalmente agli utenti più esperti, con maggiori disponibilità economiche e con esigenze di raffreddamento maggiore. Hanno svariate componenti in gioco e sono estendibili in base alle proprie necessità.


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  • Dissipatori AIO (all in one), ovvero impianti a liquido già pronti e sigillati di fabbrica. Sono i più diffusi ed economici dei due, particolarmente apprezzati negli ultimi anni come soluzioni pratiche e veloci contro le temperature alte dei processori da overclock.


Il funzionamento generale rimane lo stesso: il liquido refrigerante, in questo caso acqua con eventuali additivi, attraversa l’intero sistema grazie ad una pompa, assorbendo prima il calore del componente da raffreddare per poi cederlo all’ambiente circostante in un’altra sezione dell’impianto. 


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COME FUNZIONA UN CUSTOM LOOP

Il custom loop più semplice è composto da: waterblock, radiatore, pompa e serbatoio; tutti connessi tra di loro con dei tubi e dei raccordi, sigillati ermeticamente. I tubi possono essere rigidi o flessibili in base alle necessità personali. Quelli rigidi sono più diffusi per la migliore resa estetica finale!


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Il waterblock viene montato sul componente da raffreddare (come ad esempio una CPU) e serve a cedere all’acqua dell’impianto il calore prodotto. Fondamentalmente è un blocco di rame dotato di sottilissime alette sulle quali viene convogliato il flusso dell’acqua per migliorare lo scambio termico.


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Il radiatore è la sezione dell’impianto in cui l’acqua cede il calore all’ambiente circostante, percorrendo dei tubi alettati attraversati dal flusso d’aria generato dalle ventole. 

Di solito troviamo principalmente radiatori in rame con le camere di distribuzione in ottone, ma esistono anche modelli interamente in alluminio che, seppur più economici, necessitano di maggiori precauzioni per evitare la corrosione galvanica; la quale è  un processo di corrosione a umido che si origina da qualsiasi coppia di metalli diversi, sufficientemente lontani nella serie elettrochimica, posti a diretto contatto tra loro.

In genere i radiatori vengono classificati per lunghezza: un radiatore “240”, ad esempio, ha una lunghezza utile di 240mm, e può quindi montare due ventole da 120mm affiancate, un “280” può ospitarne due da 140mm e così via.

Il compito di muovere il liquido attraverso l’impianto è affidato ad una pompa, di cui i modelli più comuni in commercio sono le cosiddette D5 e DDC, mentre il serbatoio serve principalmente per facilitare il riempimento del loop. Questo è in linea di massima lo schema base di un qualsiasi impianto a liquido, ed è valido anche per sistemi con più radiatori e più waterblock, per esempio per le schede video o per i VRM della scheda madre. Esistono anche sistemi custom che possono dissipare il calore generato dagli SSD nVME, in risposta alle crescenti necessità in termini di dissipazione delle ultime generazioni. (Ma spesso superflui e sostituibili tranquillamente con un dissipatore passivo in alluminio come quelli allocati sulle schede madri.)

PRO E  CONTRO DI UN CUSTOM LOOP

Gli impianti a liquido custom offrono ampie possibilità di personalizzazione e garantiscono performance altrettanto soddisfacenti, tuttavia, dobbiamo prepararci a spendere dai 200€ ai 1000€ (Talvolta anche oltre), soprattutto in base alla quantità di componenti da raffreddare e parti del loop vero e proprio. Soluzioni del genere le possiamo vedere principalmente nelle fiere di settore e non sempre vengono sfruttati al massimo delle loro potenzialità.

Ultimo, ma non per importanza, bisogna poi considerare l’assemblaggio, non banale, e la necessità di effettuare manutenzione periodica per evitare formazioni di residui o alghe.

I DISSIPATORI A LIQUIDO ALL IN ONE

I cosiddetti All In One (AIO) o Closed Loop Coolers (CLC) non sono altro che dei piccoli impianti a liquido “compressi” in un solo corpo e pronti all’uso. Ciò li rende più compatti e molto flessibili per quanto riguarda l’installazione in diversi tipi di case, oltre ad essere molto più facili da montare. 

La riduzione dell’ingombro deriva principalmente dalla fusione di waterblock e pompa: nella stragrande maggioranza degli AIO si trovano l’una sull’altro, ed in questo modo si ottiene un sistema in cui vi sono solo due tubi, un radiatore ed un monoblocco composto appunto da waterblock e pompa. 

Dato che l’impianto viene riempito direttamente in fabbrica, non vi è nemmeno la necessità di un serbatoio: ciò significa che non è richiesta nessuna pulizia interna né un cambio periodico del liquido.

Per quanto riguarda i radiatori, invece, essi seguono gli stessi criteri dei custom loop in merito a dimensioni e materiali, ma sono solitamente spessi circa 30mm con rare eccezioni sopra i 40mm.

Tutti questi accorgimenti abbassano il prezzo, tuttavia hanno effetti negativi sulle prestazioni: le pompe molto piccole ed i radiatori sottili non consentono a questi sistemi di raggiungere i livelli dei fratelli maggiori, ma i CLC rimangono in generale più prestanti della concorrenza “ad aria” quando si guardano le sole temperature.

PRO E CONTRO DEI SISTEMI AIO

Dobbiamo il successo degli AIO a diversi fattori; sia per le buone prestazioni in termini di “forza bruta” ,sia per la possibilità di installarli in case piccoli senza sacrificare troppo le temperature della CPU.

Una delle principali caratteristiche degli AIO è quella di poter spostare il corpo dissipante (in questo caso il radiatore) lontano dalla fonte di calore: questa particolarità ci permette quindi di installare in case ITX con poco spazio verticale un piccolo modello monoventola, anche accanto alla scheda madre, senza rinunciare ad una buona dissipazione.

Allo stesso modo, se invece disponiamo di un case molto grande, possiamo optare per un AIO da 280 o 360 da montare sulla parte superiore del case, magari con ventole RGB, per migliorare l’estetica della propria build.

SFATIAMO UN MITO SUI DISSIPATORI A LIQUIDO

In molti pensano che i vantaggi prestazionali dell’acqua vengano da una maggiore conduttività termica, mentre il vero motivo del suo utilizzo è la capacità di accumulare molto calore grazie al suo altissimo calore specifico.

L’acqua è molto disponibile, costa poco e può essere spostata facilmente tramite una pompa, cosa che la rende diffusissima come fluido refrigerante in una marea di applicazioni, inclusi i sistemi di raffreddamento per i PC. 

Le sue caratteristiche sono tali che, nel range di temperature di utilizzo normale, aggiungere additivi peggiora le performance: il glicole etilenico, molto utilizzato negli AIO come antigelo, possiede un calore specifico più basso e quindi i mix con meno additivi tendono ad avere prestazioni leggermente migliori.

Ora che abbiamo capito come funzionano i sistemi di dissipazione a liquido sia custom che all in one, non ci resta altro che armarci di pazienza e scegliere la soluzione più adatta alle nostre esigenze.

Per concludere questo articolo, ecco alcune proposte di dissipatori a liquido AIO ed aria in caso non sapessimo ancora quali scegliere.

▷ AIO consigliati da comprare 

▷ Dissipatori ad aria da comprare

▷ Custom loop semplice da montare

A tal proposito, il nostro canale delle offerte potrà sicuramente aiutarci a risparmiare qualcosa permettendoci di acquistare comunque prodotti più che validi!

Fonte immagine di copertina: Tomshw.it

Categoria: Hardware

Sottocategorie: DissipatoreModding