Nei meandri più oscuri del nostro BIOS si annida una funzione con un nome sensazionalista: AI OVERCLOCKING (In questo caso, Asus AI OVERCLOCKING) Un’intelligenza artificiale può veramente sostituire un essere umano nel processo di overclock delle frequenze del nostro processore? Ma soprattutto, come fa a capirlo?

Iniziamo con le doverose premesse. Questo sistema nasce da una collaborazione di Asus con Intel, quindi vale solo in caso abbiate una delle schede madri citate nell’immagine qui sotto (In aggiunta ai corrispettivi Z590) e un processore compatibile con le stesse E chiaramente, solo per i processori segnati dalla lettera K, quindi sbloccati. E compatibili chiaramente con le schede indicate qui sotto!

Qui la pagina ufficiale della feature.

Altri brand utilizzano approcci come la compilazione di alcuni profili preparati da loro sulla base di test fatti in fabbrica dal loro personale, come MSI nei suoi BIOS. Tuttavia non sono esattamente la stessa cosa, per quanto possano essere indubbiamente un punto di partenza come lo è questo overclock intelligente. (Che fondamentalmente è un Turbo Boost con maggiore controllo e aggressività)

L’overclock è da sempre una pratica per esperti, per quanto negli ultimi alzare le frequenze dei processori sia stato reso semplice grazie alla diffusione di molteplici tutorial molto completi, quanto una generale semplificazione del processo. Oltretutto, siamo arrivati ad un livello di tecnologie intrinseche a processori e schede madri tali da rendere già ben calibrate efficienza e prestazioni delle CPU che compriamo (Infatti il 10700k ha delle prestazioni già ottimali fuori dalla scatola, anche se non ancora al massimo).

Il “problema” di fare overclock di una CPU, così come quello delle RAM, è sempre stato il tediante ripetersi dei passaggi fino a trovare la stabilità totale, rimbalzando avanti e indietro tra BIOS UEFI, riavvii e stress test.

L’overclock che facciamo può essere raggruppato in 3 risultati.

“Rock solid”: un lavoro ben fatto implica avere stabilità completa in tutti gli applicativi possibili. Che sia AVX2 o un carico pesante di tipologia non-AVX, come render di video, render di poligoni o compilazione di vario tipo, è importante che non ci siano interruzioni di nessun tipo dovute a crash derivati dall’instabilità del sistema. Inoltre è anche importante non esagerare con la tensione data alla nostra CPU. Essere stabili, ma torchiare una CPU con più Volt del necessario non rientra nel buon overclock.

Un cattivo overclock: contrariamente a quanto detto sopra, un cattivo overclock è quello che porta a crash. Potrebbe anche funzionare in svariate situazioni, ma non tutte. La tensione potrebbe non essere sufficiente per la nostra CPU, le temperature potrebbero essere troppo alte oppure potremmo semplicemente avere delle incompatibilità (Tra le più comuni, tra l’overclock delle ram e quello della cpu).

Un overclock grossolano: la via di mezzo potrebbe essere un overclock anche solido, ma che non risulta raffinato. Carichi AVX2 e non-AVX potrebbero essere stabili, ma tensione e temperature del processore troppo alte. Com’è importante arrivare alla stabilità e consecutivamente alle alte frequenze, è importante anche saper modulare al meglio gli altri aspetti per preservare la nostra spesa (e affinare le nostre tecniche nel tempo.)

Per raggiungere uno stato di rock solid serve pazienza, tentativi e un po’ di competenze acquisite. Per questo diversi brand negli anni hanno proposto svariate soluzioni per ottemperare ai compiti di overclock ram (XMP e i suoi vari nomi come OCP, AMP, DOCP, ecc), overclock gpu (Tool integrati delle varie skin di controllo di Rivatuner come Afterburner e Kombustor) e infine anche overclock CPU, con più approcci. MSI ha preferito affidarsi a dei profili statici testati da loro sulle loro schede, reperibili nei BIOS delle schede madri compagne dei processori Intel. La soluzione può essere comunque interessante visto che spesso funzionano con qualche ritocco. Da anni si copiano i profili condivisi dagli overclocker come Der8Bauer.

Invece Asus ha optato per un sistema da loro definito “AI” (Anche se il termine Intelligenza Artificiale è di recente molto abusato, per qualsiasi cosa risponda ad una serie di input pre-definiti, fornendo una risposta), che analizza il comportamento del nostro processore e del dissipatore e, attraverso un punteggio a scaglioni, definisce cosa possa impostare come tensione, quanto frequenze del single core e multi core.

 

Il funzionamento è molto semplice.

Prima di iniziare è bene aprire Windows, scaricare un programma a scelta tra AIDA64, Prime 95 o OCCT (Noi prediligiamo quest’ultimo per la sua natura in costante aggiornamento, la GUI intuitiva e la quantità di test disponibili).

Avviamo un carico e lasciamolo andare per 5-10 minuti.

Questo passaggio addestrerà l’IA riguardo le possibilità del nostro processore e del nostro dissipatore per dare una base da cui partire.

Noi partiamo da questi dati su z490 A-Gaming di Asus, 10700k e Liquid Freezer II 240 mm, tutto a stock 

COME LO ATTIVIAMO?

Entriamo nel BIOS e andiamo nella sezione AI Tweaking, premiamo su “CPU Core Ratio” e di nuovo su “AI Optimized” dal menù a tendina. Da qui avremo un momento prima che diverse impostazioni cambino automaticamente. Comparirà un valore importante “Light load/ Heavy load”, ovvero il bersaglio che l’IA del bios punterà in termini di GHz per quanto riguarda carichi leggeri (5.1 GHz nel nostro caso) e pesanti (4.8 GHz) sul maggior numero possibile di core.

Maggior numero possibile perché in base alla criticità del carico a cui sottoporremo la build avremo 3 scaglioni. Prima 1 core alla frequenza massima, poi 3 core alla frequenza massima, poi 5 core a circa 200 o 300 MHz in meno e infine tutti i restanti pari ai 5 o a poco meno, fino a pareggiare il turbo boost o turbo velocity boost “naturale” del processore. In questo caso con il 10700k abbiamo solo aggiunto 100 MHz su tutti i core, che prima erano a 4.7 GHz come da confezione.

Il primo risultato di Cinebench R23 che abbiamo ottenuto qui è 

Single core: 13051

Multi core: 13051

Temperatura all core media: 74° su CPU Package (Amb: 25°)

Scendiamo un po’ nel menù e clickiamo su “AI Features”. 

Qui avremo una maggior quantità di dati a disposizione riguardo questa feature. Prima di tutto la divisione a cui si accennava prima, ovvero le frequenze a 3, 5 e tutti i core residui come bersaglio. La tensione adattiva bersaglio e altre impostazioni.

Cliccando su “Recalibrate cooler” azzereremo le analisi fatte dall’IA sul nostro dissipatore.

Quindi in caso di problemi permettiamo di ripartire da zero per rivedere le idee che il sistema si è fatto sul nostro sistema di dissipazione. O se magari lo abbiamo cambiato nel mentre con uno migliore o peggiore.

Il vero valore che ci interessa però è “optimism”, ovvero l’ottimismo.

Proprio come un essere umano, il sistema può essere ottimista riguardo le possibilità del nostro sistema. Più aumenteremo il valore, più il sistema tenterà di ridurre la tensione rimanendo sulla stessa frequenza o poco più. Oppure superati certi scaglioni aumenterà la frequenza dei core e la tensione, per poi tornare a rimodularla man mano che saliamo. La tensione che vedremo può spaventare: arriva anche a 1.6 V, un totale possibilmente nocivo per il processore. Tuttavia dalle nostre osservazioni raramente si raggiunge realmente quel valore, specialmente in carichi multicore dove intervengono altri fattori. Il valore può andare da 50, cioè male, a 150, cioè molto ottimista.

A differenza nostra, questo sistema è abbastanza conservativo per vari motivi.

E non è sempre bene. Il suo overclock di base sul nostro sistema (Che vanta comunque un imponente Arctic Liquid Freezer 240 mm, con 2 Noctua A12x55, il tutto sparato al massimo per un 10700k) è molto molto flebile, quasi impercettibile in termini di risultato. (+100 MHz per operazioni su 5 core e all core). Alzando troppo l’ottimismo - quindi aumentando la tensione e lavorando sulle frequenze, creeremo un incremento prestazionale ma i risultati - esclusi un overclock spinto - non sono stati molto soddisfacenti in termini di punteggio su Cinebench R23, che è molto sensibile agli incrementi di single core e all core.

Noi l’abbiamo messo a 130, dopo aver ricalibrato il dissipatore. Abbiamo raggiunto 5.1 GHz su tutti i core, 5.1 su 5 e 5.3 core su 3 core. Abbiamo però retrocesso poi a 120 per via dell'instabilità dei risultati. ll primo risultato di Cinebench R23 che abbiamo ottenuto qui è 

Single core: 1370

Multi core: 13051

Temperatura all core media: 82° su CPU Package (Amb: 25°)

Portando l’ottimismo a 150, abbiamo una previsione mostruosa di 5.4 single core, 5.2 per il resto. Effettivamente però non regge il nostro dissipatore in questo caso. Probabilmente salendo ad un 360 o 420 mm avremmo la possibilità di spingere maggiormente il processore fino al suo muro limite. 

Abbiamo solo un dato in single core di 1386, sopra il 10850k in TVB che totalizza 1367(Quindi 5,2 GHz in picco). Molto interessante, anche se incredibilmente instabile!

Categoria: Hardware

Sottocategorie: CPUScheda madreModding