Gli SSD sono diventati ormai dei veri e propri must-have: moderno è veloce.

Questo perché un PC con un HDD è infinitamente più lento rispetto ad una macchina che monti un SSD, sia come caricamenti che come performance. Nonostante gli SSD siano sempre rimasti migliori degli HDD - anche come consumo e affidabilità - la tecnologia ha continuato ad evolversi. Ad oggi  gli SSD di tipo NVMe, ovvero SSD con performance talmente alte che superano il GB/s e che sono pensati principalmente per ciò che riguarda la produttività, quindi il lavorare con file di grandi dimensioni quanto ma anche per il gaming.

Per capire quali sono le differenze tra questi tipi di SSD e non solo, ci sono degli articoli sul sito che ne parlano ampiamente e diverse guide all’acquisto:

- DIFFERENZE TRA I TIPI DI SSD;

- COSA SONO E COSA CAMBIA TRA I VARI TIPI DI NAND FLASH (SSD);

- PERCHÉ GLI SSD HANNO MENO SPAZIO DEL DICHIARATO?;

- COME SCEGLIERE UN SSD?;

- I MIGLIORI SSD PORTATILI SOTTO I 200€;

 

Prima di iniziare con la guida meglio se rispondiamo a una domanda che viene fatta molto spesso:

Ma un SSD NVMe, visto che a differenza dei SATA non hanno un loro case e i componenti sono più “scoperti”, necessita di un dissipatore?

Dipende dall’SSD e dal case. I controller più recenti sfruttando nuove tecnologie e avendo notevoli incrementi di performance tendono sempre di più a scaldare, ma non tutti. Per esempio, il Samsung 980 PRO è un PCIe 4.0 ad altissime performance e nonostante sia più recente del Corsair MP600 scalda molto di meno, non richiedendo nemmeno un dissipatore a patto che il case abbia un buon airflow. Per questo nella guida sarà indicato se sia necessario prendere un dissipatore a parte.


Inoltre, non sempre è necessario raffreddare il proprio SSD, visto che le NAND Flash (le memorie dove vengono memorizzati i nostri dati sotto forma di bit) durante la programmazione performano meglio a temperature più alte, mentre è il contrario quando non programmano.

Insomma, per constatarlo o lo testiamo noi facendo un test tramite ATTO Disk Benchmark (per installarlo basta cliccare su “Download Mirror EU - Netherlands 10 Gbit/s)”) con affianco la schermata di HWiNFO64 che monitora i due (o uno, dipende se il controller dell’SSD ha il sensore integrato della temperatura attivato) sensori o vediamo le recensioni (come quelle di TechPowerUp o Tom’s Hardware USA) che lo mostrano loro per noi. Noi preferiamo sempre seguire la prima opzione poiché le recensioni e i test non vengono mai effettuati a pari condizioni, quindi può darsi che in una recensione consigliano di utilizzarlo con il dissipatore ma magari i test sono stati attuati in un case completamente chiuso o in una condizione in cui non ci fosse airflow. Inoltre, le recensioni possono aver effettuato i test con una temperatura ambientale diversa dalla nostra.


Nel caso avessimo già l’SSD e volessimo vedere se è il caso di affiancarci un dissipatore, seguiamo la prima opzione, mantenendo le impostazioni del test predefinite. Se notiamo che il sensore del controller (è quello che ha una temperatura sempre più alta) supera i 70/75 gradi vuol dire che è andato in Thermal Throttling, ergo la sua temperatura è diventata così alta da dover abbassare il clock e quindi abbassare le performance. Le NAND se non superano i 60 gradi è un bene, ma scaldano sempre molto meno dei controller.
Quindi, in un caso come questo, è opportuno affiancare un ottimo dissipatore aftermarket o utilizzare quello già predefinito della scheda madre o dell’SSD (sempre se presente, perché alcune schede madri - tipo le B550, X570, Z490, Z590 - lo integrano e altre no, stessa cosa per gli SSD - tipo il WD SN750). Se le temperature non vanno sopra i 70/75 gradi e non raggiungono nemmeno i 70, vuol dire che non è necessario comprarne e montarne uno.


Ultima precisazione e poi partiamo con la guida: quando andiamo a montare il dissipatore sopra l’SSD non togliamo l’etichetta sopra, uno perché andrebbe a invalidare la garanzia e due sarebbe solo svantaggioso, l’etichetta sopra l’SSD è fatta in metallo ed è termoconduttiva, un minimo di dissipazione la garantisce.

 

Detto questo, ecco gli SSD:


Qui ci sono gli SSD che sfruttano l’interfaccia PCIe di tipo 3.0 e che vanno bene per qualsiasi chipset supporti questa tecnologia (Si escludono quindi Z97 e i predecessori).

 

Kingston A2000 

Prezzo consigliato: meno di 110 euro (1 TB)

Memorie: 96L TLC 3D

Velocità: 2280/2200 R/W MB/s (1 TB)

Fonte della foto

Un SSD con un ottimo rapporto qualità/prezzo è sicuramente il Kingston A2000. Molto spesso si trova ad una cifra ottima rispetto agli SSD su questa fascia (che distacca nettamente in termini di performance, per esempio il P34A60) ed è consigliato se non si necessita di altissime performance come nel caso di produttività di alto livello.

Avendo un controller Silicon Motion SM2263ENG (la versione “ENG” ha un clock maggiore della versione senza e dell’XT) accoppiato a delle NAND Flash di ottima fattura (Micron 96L TLC 3D) e una cache DRAM di Kingston DDR3L da 1866 MT/s, nel taglio da 1 TB con una QD (Queue Depth, profondità di coda) che varia da 1 a 32 e una dimensione del blocco da 128KB, ha delle prestazioni da circa 2280 MB/s in lettura sequenziale e 2200 MB/s in scrittura sequenziale. Le prestazioni in scrittura e lettura randomica con una QD da 1 a 4 sono decisamente reattive (184000 e 267000 IOPS (Input Output Per Seconds) rispettivamente in scrittura e lettura) e non delude affatto. La cache SLC è decisamente grande, circa 165 GB, nonostante poi ci sia un crollo delle performance drastico (fino a 500 MB/s) e ci metta molto a ripristinarla (ma è un “difetto” del controller, tutti gli SSD con questo stesso controller impiegano un po’ di tempo a ripristinarla).


Una valida alternativa nel caso non fosse disponibile o troppo costoso è il WD SN550: è DRAM-less, quindi peggiore sia come performance (di poco) e di affidabilità, ma molte volte si trova allo stesso prezzo consigliato dell’A2000.

 

Durante lo stress test di scrittura ha raggiunto i 93 gradi andando in Thermal Throttling, ergo scalda abbastanza ed è preferibile accoppiarci un dissipatore.

 

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Sabrent Rocket 3.0 

Prezzo consigliato: meno di 140 euro (1 TB)

Memorie: 96L TLC 3D

Velocità: 3450/3000 R/W MB/s (2 TB)

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Saltando di categoria, troviamo il Sabrent Rocket 3.0.

Vanta come controller il Phison E12S, seguono poi  le Micron 96L TLC 3D, le stesse NAND Flash dell’A2000. La DRAM cache è praticamente la stessa, sempre DDR3L con una frequenza di 1866 MT/s. Il Sabrent - nel taglio da 2 TB con una QD di 8 - ha prestazioni ben superiori inoltre, da circa 3450 MB/s in lettura sequenziale e 3000 MB/s in scrittura sequenziale. Offre 15493 e 69478 IOPS in lettura e scrittura randomica con una QD di 1.

 

Nota: il Sabrent Rocket Q ha lo stesso controller ma NAND diverse, infatti risulta essere meno duraturo. Sostituisce le NAND TLC 3D con delle NAND QLC 3D.

 

Durante lo stress test di scrittura il controller ha raggiunto gli 86 gradi andando in Thermal Throttling, ergo con un case ben areato è gestibile, altrimenti ci andrebbe accoppiato un dissipatore.

 

Nota per i possessori di Ryzen:

Di recente, SSD NVMe come il Sabrent Rocket 3.0, il PNY CS3030, il TeamGroup Cardea II, il Corsair MP510 e tutti quelli che possiedono come controller il Phison E12/E12S, stanno dando qualche problema con piattaforma AMD.
Di norma questo controller è di fascia alta, con quattro core, otto canali, un algoritmo di tipo LDPC e prestazioni da 3000 MB/s in su sia in lettura che scrittura sequenziale. Peccato che da un po’ di tempo sembra dare problemi su piattaforma AMD: a quanto pare, incolpando i driver poiché questa situazione sembra esserci solo su AMD e non su Intel, il controller non è in grado di caricare/gestire bene la cache SLC e al posto di far andare le prestazioni in scrittura sequenziale sui 3000 MB/s (dipende anche dal taglio e dall’SSD esatto, visto che non tutti usano le stesse NAND Flash) le fa andare sui 600 MB/s, se non di meno. All'inizio si pensava che fosse un problema di Windows 2004 con la gestione del TRIM ma a quanto pare non sembra esserlo. Infatti anche su altre versioni (quelli che abbiamo elencato prima) dà sempre lo stesso problema. Pensiamo che sia un problema riguardante la piattaforma AMD e i suoi relativi driver, per questo consigliamo di più i prossimi SSD piuttosto che questo,  sempre se deve essere usato in una configurazione AM4. (Ryzen da 1000 a 5000)

 

Tuttavia, se il proprio utilizzo non si basa su scrittura sostenuta (per esempio un trasferimento di dati) ma per esempio per il gaming, va più che bene.

 

Qui alcune fonti riguardante il bug: 

Fonte 1

Fonte 2

Fonte 3

 

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Silicon Power P34A80

Prezzo consigliato: meno di 145 euro (1 TB)

Memorie: 64L TLC 3D

Velocità: 2900/2700 R/W MB/s (1 TB)

Fonte della foto

Salendo con la qualità ma restando sulla stessa fascia di prezzo c’è il Silicon Power P34A80.

Questo SSD lo riteniamo leggermente superiore come performance al Sabrent per via della migliore cache SLC: è più capiente, ha la stessa velocità e dopo il riempimento della stessa ha prestazioni maggiori. D’altro canto, il controller è sullo stesso livello di qualità (Silicon Motion SM2262ENG) - se non peggiore di poco - e le NAND Flash sono peggiori, sono delle Micron 64L TLC. Nonostante ciò, è in grado di posizionarsi nella fascia alta visto che con una dimensione del blocco da 512KB, una QD1 al 75%, una QD2 al 20% e una QD4 al 5% offre 2900 MB/s in lettura sequenziale e 2700 MB/s in scrittura sequenziale (queste performance nel taglio da 1 TB).

Se si predilige l’affidabilità, tra questo e il Sabrent, meglio il Sabrent.

 

Durante lo stress test il controller ha raggiunto 85 gradi mandandolo in Thermal Throttling, ergo con un case ben areato è gestibile, altrimenti ci andrebbe accoppiato un dissipatore.


Nel caso non fosse disponibile o troppo costoso, una valida alternativa sarebbe il Crucial P5: con un controller proprietario di fascia alta (Micron DM01B2), le stesse ottime NAND del Sabrent (Micron B27A/B27B) e una DRAM cache di Micron DDR4 (Micron visto che Crucial è stata acquisita tempo fa), si posiziona poco sotto al Silicon Power P34A80 e sopra al Sabrent Rocket 3.0 come performance. Necessita a tutti i costi di un dissipatore, è ingestibile anche con un ottimo airflow, durante lo stress test ha raggiunto i 106 gradi il controller.

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WD SN750

Prezzo consigliato: meno di 150 euro (1 TB)

Memorie: 64L TLC 3D

Velocità: 3500/3000 R/W MB/s (1 TB)

Fonte della foto

Ci stiamo avvicinando alla fine dei PCIe 3.0 e all'inizio dei PCIe 4.0 con questo, il Western Digital SN750. WD come azienda è sempre stata un colosso, dagli albori (HDD), passando per i SATA e arrivando agli attuali e popolari PCIe 3.0/4.0. Il WD SN750 è una delle tante prove che grazie all’acquisizione di SanDisk messa in atto tanti anni fa e alla collaborazione con Kioxia (ex Toshiba) che tutt’ora è attiva, WD è in grado di mettere sul mercato degli SSD che arrivano ai livelli dei Samsung il più delle volte.

Questo SSD, avendo un controller proprietario con un’ottima architettura (core, canali, algoritmo di correzione degli errori, clock, ecc.), una cache DRAM di SK Hynix DDR4 e delle NAND Flash di SanDisk + Kioxia 64L TLC 3D (modello BiCS3), è in grado di offrire prestazioni molto elevate e un’ottima affidabilità.
Nel taglio da 2 TB, con una QD che varia da 1 a 32 e una dimensione del blocco da 128KB, si dimostra solido sotto tutti i punti di vista, sia nella lettura e scrittura sequenziale (dove fa circa 3500 MB/s di lettura sequenziale e 3000 MB/s di scrittura sequenziale) e sia nella lettura e scrittura randomica, dove fa 349558 IOPS e 489167 IOPS. Un punto che riteniamo abbastanza negativo è sicuramente la cache SLC: con una velocità di 2800 MB/s è di piccole dimensioni, circa 36 GB (nel taglio da 1 TB è da 22 GB) di tipo statica. La velocità si degrada verso i 1400 MB/s e per fortuna si ripristina molto velocemente, in circa 30 secondi.


In confronto agli altri SSD è quello che scalda di meno poiché nello stress test di scrittura con diverse centinaia di GB di scrittura ha raggiunto come picco massimo 80 gradi. Gestibile con un minimo di airflow, altrimenti si può accoppiare un dissipatore, anche se non di necessità vitale rispetto agli altri SSD.

 

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Samsung 970 EVO - Samsung 970 EVO Plus

Prezzo consigliato: meno di 150 euro (1 TB)

Memorie: 64L - 92L TLC 3D

Velocità: 3500/3300 R/W MB/s (1 TB)

Fonte della foto - Fonte della foto

In una guida del genere non poteva assolutamente mancare almeno un SSD di casa Samsung. Samsung è da anni l’egemone nel ramo SSD. L’azienda è in grado di produrre le migliori NAND Flash per via delle loro tecniche di incisione e architetture interne, ponendosi sopra a qualsiasi altro produttore di NAND Flash o SSD come Micron, WD o Kioxia. E anche qui il predominio si sente, grazie ai due PCIe 3.0 migliori di sempre, assieme all’assente o troppo costoso 970 PRO con MLC 3D.

 

Questi due SSD li abbiamo uniti visto che sono molto simili: il 970 EVO Plus riesce a raggiungere performance leggermente migliori grazie alle NAND Flash migliori (da 92L per il Plus e 64L per l’EVO liscio), ma d’altronde il controller è lo stesso (un Samsung Phoenix che come per la maggior parte dei loro NVMe segue lo schema cinque core con otto canali il tutto lavorato sui loro 14nm) con la stessa DRAM cache (LPPDR4 prodotta in casa). Entrambi sfruttano la tecnologia “TurboWrite”, che a quanto pare unifica i due tipi di cache SLC (statica e dinamica) in uno cercando di avere le migliori performance possibili (riuscendoci, dato che le prestazioni degradano da 3250 MB/s a 1700 MB/s in una QD di 32 e una dimensione del blocco da 1MB) sacrificando leggermente la capienza stessa, infatti nel taglio da 1 TB la cache SLC del 970 EVO Plus è da 42 GB. Parlando invece della lettura e scrittura sequenziale sono senza ombra di dubbio i migliori: nel test di CrystalDiskMark con una QD di 32 in lettura sequenziale hanno raggiunto circa 3600 MB/s mentre in scrittura sequenziale circa 3300 MB/s. Come reattività in lettura randomica con una QD di 8 e un numero di Thread di 8 hanno toccato come massimo i 382822 IOPS, risultati fantastici.

Il 970 PRO disponendo di NAND Flash MLC 3D - più durature e performanti - è decisamente migliore, ma purtroppo è sempre sovraprezzato o non disponibile, e inoltre è fatto per utilizzi che prevedono più scritture, come le workstation.

 

Il loro difetto principale è la temperatura: un case con un ottimo airflow non è necessario, è necessario in qualsiasi caso un ottimo dissipatore visto che durante lo stess trest di scrittura il controller ha toccato i 110 gradi, superando di molto la soglia del Thermal Throttling e arrivando quasi al livello di spegnimento forzato. 

 

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Da qui iniziano gli SSD che sfruttano l’interfaccia PCIe di tipo 4.0 e che possono essere sfruttati a pieno solo se lo slot M.2 supporta il 4.0, quindi schede madri come B550, X570, Z490 e Z590, queste ultime solo con Intel di undicesima generazione. Consigliamo questi tipi di SSD se realmente c’è bisogno di avere prestazioni da più di 4000 MB/s, altrimenti sarebbero solo soldi sprecati e un PCIe 3.0 sarebbe più che sufficiente.

Nota:
Le Z490 e Z590 fanno lavorare l’SSD in PCIe 4.0 solamente se si va a montare una CPU di undicesima generazione, con le CPU di decima qualsiasi slot M.2 andrà in PCIe 3.0 andando a diminuire drasticamente le performance dell’SSD.
Se si collega l’SSD allo slot M.2 della B550 gestito dal chipset (ovvero quello più in basso) andrà in 3.0 con una latenza peggiore, mentre se lo si collega allo slot più in alto, gestito dalla CPU andrà in PCIe 4.0. Il discorso della latenza vale anche per le X570, Z490 e Z590: a quanto pare lo slot gestito dal chipset sembra portare una latenza più alta e questo causa un leggero peggioramento di performance. Quindi meglio metterlo in ogni caso nello slot vicino e gestito dalla CPU.

 

Sabrent Rocket 4.0

Prezzo consigliato: meno di 170 euro (1 TB)

Memorie: 96L TLC 3D

Velocità: 5000/4200 R/W MB/s (2 TB)

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Inizia la serie dei PCIe 4.0 con il vecchio Sabret Rocket 4.0. “Vecchio” perché da poco è uscita la sua nuova versione chiamata “Sabrent Rocket 4 Plus” che è più performante e che poi ne andremo a parlare. Parlando di questo, è il fratello gemello del WD MP600, del Silicon Power US70 e di tutti gli altri SSD che hanno i medesimi componenti. All’interno ci troviamo l’eccellente Phison E16 come controller (che rispetto all’E12 ha un clock più alto e un algoritmo di correzione degli errori un po’ più accurato nonostante sia costruito sullo stesso processo produttivo, ovvero sui 28nm di TSMC) accoppiato a delle NAND Flash 96L TLC di Kioxia e una cache DRAM DDR4 di SK Hynix. Nel taglio da 2 TB le prestazioni con una dimensione del blocco da 128KB e una QD che varia da 1 a 32 sono da 5000 MB/s in lettura sequenziale e 4200 MB/s in scrittura sequenziale. A nostro parere la cache SLC è di tipo dinamico, è davvero grande nonostante poi abbia un crollo disastroso di prestazioni (da circa 540 MB/s).

 

Con un buon airflow è gestibilissimo anche sotto stress e senza mandarlo in Thermal Throttling, altrimenti consigliamo di abbinarci un dissipatore, anche se è più che sufficiente pure quello della mobo.

 

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Sabrent Rocket 4 Plus

Prezzo consigliato: meno di 200 euro (1 TB)

Memorie: 96L TLC 3D

Velocità: 6800/5200 R/W MB/s (1 TB)

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Sempre in tema Sabrent troviamo il Rocket 4 Plus, un aggiornamento del Rocket 4 normale. Questo SSD è un aggiornamento del Rocket 4 normale visto che ha delle performance nettamente superiori dovute grazie a un controller di fascia molto più alta (è un Phison E18 che a differenza dell’E16 ha cinque core con un clock decisamente più alto ed è costruito sui 12nm di TSMC). Le NAND Flash sono cambiate, sono rimaste sulle 96L TLC 3D ma sono delle Micron a questo turno, modello B27A o B27B. Fare una comparazione tra NAND è una cosa piuttosto difficile, ma da quel che si evince dai datasheet sembra che quelle di Micron abbiano un’affidabilità e delle performance migliori rispetto alle Kioxia da 96L TLC 3D del modello precedente, quindi un vero e proprio upgrade. La DRAM cache è invariata, l’ottima DDR4 di SK Hynix con un’alta frequenza che si aggira sui 2666 MT/s.

La differenza in termini pratici tra questo e il Sabrent Rocket 4 è che a pari condizione di test e capacità - 128KB come capacità del blocco e una QD che si aggira da 1 a 32 testando il taglio da 2 TB - fa più di 2000 MB/s sia in lettura che scrittura sequenziale. Quindi se il Sabrent Rocket 4.0 era già eccellente con i suoi 5000 e 4200 MB/s, questo lo è ancora di più grazie ai suoi 6800 e e 6600 MB/s. Per non parlare della migliore gestione della cache SLC: finalmente Sabrent ha iniziato a installare nei suoi vari SSD una cache ibrida, ossia una cache che includa sia quella dinamica e sia lato quella statica includendo i vantaggi di entrambe le tecnologie. Questo design è partito con Samsung chiamandolo “TurboWrite” e rinnovandolo in “TurboWrite 2.0”, ma ora anche WD lo sta seguendo, chiamandolo “nCache 4.0” e che è già presente sul nuovissimo WD SN850 sempre PCIe 4.0 di fascia alta. Tornando a parlare della cache del Sabrent Rocket 4 Plus, nonostante sia piuttosto piccola (40 GB) dopo averla saturata sembra avere buone prestazioni rispetto agli altri SSD della concorrenza, infatti ha una velocità di poco più di 1100 MB/s. Forse si ripristina un po’ lentamente, circa 50 GB/100 GB per minuto.

Un punto a sfavore è il fatto che il controller scalda abbastanza e consuma tantissimo nonostante utilizzi un processo produttivo più recente dell’E12/E12S, infatti ha raggiunto il Thermal Throttling e ha toccato gli 8.5W durante lo stress test. Consigliamo di affiancarci un dissipatore, anche quello della scheda madre va bene.

 

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Samsung 980 PRO

Prezzo consigliato: meno di 200 euro (1 TB)

Memorie: 128L TLC 3D

Velocità: 7100/5200 R/W MB/s (1 TB)

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Terminiamo la guida con quello che noi chiamiamo “best buy”, ovvero il Samsung 980 PRO. Questo SSD è davvero molto recente ed è l’unico PCIe 4.0 di Samsung. Gli diamo del best buy per il semplice fatto che, come rapporto qualità prezzo, è davvero buono, soprattutto tenendo conto della componentistica eccellente che utilizza e delle performance che offre. 200 euro per il taglio da 1 TB non sono pochi generalmente, ma per un SSD del genere che è dotato di un controller da 5 core, lavorato sui loro 8nm (modello Samsung Elpis), delle NAND Flash che oggettivamente sono le migliori in tutto il commercio (128L TLC 3D) e una DRAM cache LPDDR4, non lo sono. Infatti questa ottima componentistica porta a delle performance davvero eccellenti: nel taglio da 1 TB, con una dimensione del blocco da 128KB e una QD che varia da 1 a 32, supera i 7000 MB/s in lettura sequenziale e i 5000 MB/s in scrittura sequenziale, battendo anche il Sabrent Rocket 4 Plus. Rispetto al Sabrent Rocket 4 Plus ha però un altro vantaggio, ed è la cache SLC: è più grande quella del Samsung 980 PRO (da circa 120 GB) e dopo averla riempita ha performance superiori, da circa 1800 MB/s, mentre quelle del Sabrent Rocket 4 Plus sono da 1100 MB/s. Come abbiamo detto prima, anche Samsung integra la ibrida cache SLC, quindi è sia statica che dinamica. Peccato che per ripristinare completamente la cache ci metta abbastanza, addirittura un paio d’ore nel taglio da 1 TB. Anche nel test di DiskBench condotto da Tom’s Hardware USA è risultato il re indiscusso, battendo anche il Sabrent Rocket 4 Plus.

Siamo dispiaciuti di vedere per la prima volta un Samsung di serie PRO senza celle 3D MLC, ma giustamente non si poteva fare niente e probabilmente - a parer nostro - non vedremo più SSD con NAND 3D MLC viste le nuove tecnologie e architetture. Se Samsung fosse riuscita a produrlo con delle NAND MLC 3D, oltre ad aver avuto performance e longevità sicuramente superiore, sarebbe costato almeno il doppio.

 

Nota: da non confondere con il Samsung 980 non-PRO. Il Samsung 980 non-PRO è un TLC 3D PCIe 3.0 DRAM-less ed è un SSD totalmente differente.

 

Un motivo in più per ritenerlo best buy è che scalda meno di alcuni SSD PCIe 3.0 come il Crucial P5 o tutta la gamma 970 e in stress test di 450 GB di scrittura intensiva ha toccato gli 80-82 gradi come picco massimo, quindi non è nulla di preoccupante. Con un minimo di airflow è gestibile, altrimenti si potrebbe utilizzare il dissipatore della scheda madre o acquistarne uno after market, ma se non si fa sempre trasferimenti è quasi overkill. In ogni caso, lo linkiamo nel caso bisognasse molto per trasferimenti di dati.

 

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Fonti:

Tom’s Hardware USA

TechPowerUp

Categoria: Hardware

Sottocategoria: SSD