Il nuovo SOC Apple Silicon M1 è finalmente sbarcato sui Macbook Air e Pro, portando con sé molte novità, ma anche molti dubbi riguardanti prestazioni e compatibilità a livello software. Nel 2021  dovremmo avere anche novità sui nuovi Mac con SOC M1X, con più core e funzionalità.

Questo articolo è tratto dalla recensione del MacBook Air M1 su YouTube.

Qui il link per una spiegazione con più immagini e video.

APPLE SILICON M1: COSA OFFRE

Apple M1 è il primo System on a chip progettato da Apple Inc. per ambiente Mac, in architettura RISC su base ARM64 (Aarch64).

Grazie anche al primato di primo SoC con processo produttivo a 5 nm per ambiente desktop, Apple M1 racchiude in ben 16 miliardi di transistor un vero e proprio ecosistema di componenti, tra cui CPU, GPU, NPU, ISP, I/O, Secure Enclave e la memoria unificata (UMA).

Presentato nel keynote del 10 novembre 2020, Apple M1 viene montato su MacBook Air 13", MacBook Pro 13" e Mac mini 2020.

CPU

La CPU (Central Processing Unit) è suddivisa in due cluster da 4 core ciascuno:

  • 4 Efficiency Core / E cluster (Icestorm) operativi tra i 0,6 ed i 2,064 GHz, con un consumo massimo di 1.3 W, dispongono di una cache di istruzioni da 128k e 4 MB di cache L2 condivisa.
    Sempre attivi per compiti leggeri quali consultazione e-mail o navigazione sul web.
    Grazie al loro basso consumo energetico, preservano l'autonomia della batteria.

  • 4 Performance Core / P cluster (Firestorm) operativi tra i 0,6 ed i 3,204 GHz, con un consumo massimo di 13,8 W, dispongono di una cache di istruzioni da 192k e 12 MB di cache L2 condivisa.
    Si attivano nei compiti più impegnativi quali editing fotografici o compilazioni di programmi;
    Possono lavorare assieme ai core efficienti, da così ottenere un ulteriore incremento prestazione.

GPU

La GPU (Graphics Processing Unit) è composta da 8 Graphics Core (7 Core nella versione base di MacBook Air), operativi su 8 pipelines ad una frequenza di 1,278 GHz, con una richiesta energetica massima di circa 10 W e adottando un processo di fabbricazione TSMC a 5 nm, che riescono a garantire un throughput (FP32) fino a 2,6 TFLOPS.
La GPU octa-core contiene 128 EU (Unità di Esecuzione) capaci di oltre 25mila threads simultanei, con un bus a 128bit, 1024 ALU (Arithmetic Logic Unit), 64 Texture Units e 32 ROP (Raster Operation Pipeline).

NPU

Il componente ANE (Apple Neural Engine) è un tipo di processore NPU (Neural Processing Unit) composto da 16 Core dedicati al Neural Engine:
Svolgono lavori particolari quali apprendimento automatico e Machine learning (ML) alla velocità di 11 trilioni (11.000 miliardi) di operazioni al secondo; sono degli AI Accelerator chip multicore che "imitano" il calcolo parallelo tipico delle reti neurali biologiche, operazioni nelle quali non è richiesta una particolare istruzione ma una velocità e precisione nell'eseguire calcoli matematici matrici convoluzioni, o compiti ripetitivi, come coprocessori complementari progettati per eseguire algoritmi legati all'intelligenza artificiale.

Nelle soluzioni precedenti all' M1 queste operazioni erano compiute sfruttando GPU (con la tecnica del General Purpose GPU, calcolo a scopo generale su unità di elaborazione grafica) oppure gli FPGA (Field-programmable Gate Arrays); l'utilizzo di processori NPU, invece, permette di ottenere risultati migliori grazie ad una frazione del consumo energetico ed una velocità molto maggiore, se i processi sono ottimizzati per sfruttare le capacità CoreML ovvero di Machine Learning dell'NPU Apple.

Fonte dei dati  

MACBOOK AIR M1: COSA OFFRE

Nei nostri test abbiamo provato il Macbook Air M1, nella configurazione basilare per poter comprendere al meglio se finalmente Apple fosse competitiva anche nel qualità/prezzo.

E la risposta è un “Nì”.

Ad un prezzo di listino di 1149€ ci viene offerto un quantitativo “RAM” (UMA) pari ad 8GB, insieme a 256GB di memoria interna che, seppur paragonabile ad un SSD NVME in termini prestazionali, potrebbe risultare troppa poca per molti di noi.

Lo schermo invece è uno dei punti super forti di questo prodotto: 2560x1600 pixel racchiusi in soli 13 pollici risultano essere forse troppi, però rimane un pannello eccellente sotto ogni punto di vista, battendo a mani basse anche portatili Windows appollaiati in una fascia di prezzo ben più alta.

Tra le tante carte vincenti abbiamo anche una qualità costruttiva invidiabile. La scocca è interamente in alluminio e incredibilmente sottile, dando un senso di leggerezza, solidità e versatilità al portatile. Oltre a ciò, una batteria che non ci abbandonerà mai nei momenti di bisogno, grazie anche alla forte ottimizzazione ed ai consumi bassissimi, che raggiungono massimo i 15W. (Da quanto rilevato mediante app interna)

MACBOOK PRO VS MACBOOK AIR: COSA CAMBIA

Le differenze tra i due modelli si possono contare con una mano, però bastano per accontentare tutti: partendo dal SOC, nel modello base del Macbook Pro viene proposto un M1 dotato di 8 core per la GPU, mentre l’Air base ne ha 7 (le differenze in termini di prestazioni sono minime). Esistono modelli Air con 8 core, ma il costo aumenta incredibilmente e invade la fascia di competenza del modello Pro.

Possiamo anche notare che il MacBook Pro è dotato della famosa touchbar, che a molti potrebbe non piacere.

Una delle differenze principali risiede nel sistema di dissipazione: il Pro ha una ventola che si attiva solamente dopo carichi prolungati e molto pesanti, garantendo prestazioni massime costanti a discapito di una durata leggermente inferiore, mentre l’Air è completamente passivo, ciò significa che inevitabilmente soffrirà di thermal throttling durante lavori particolarmente intensi dalla durata superiore ai 5-10 minuti a seconda dei casi. 

Il Macbook Pro 2020 può essere configurato anche con le CPU di casa Intel nelle versioni maggiori.

CONSIDERAZIONI SUL MONITOR

Con una risoluzione di 2650x1600p spalmati su uno schermo da soli 13” ed un formato di 16:10, vince a mani basse grazie ad una fedeltà cromatica degna di nota ed una densità di pixel tale per cui sarà un piacere utilizzarlo tutti i giorni.

Inoltre con la sua luminosità di circa 400 nit possiamo utilizzarlo alla luce del sole senza problemi.

MacBook Air 13" M1 2020

Per quanto riguarda il discorso luce blu, Apple propone la stessa soluzione che offre anche su iPhone ed iPad, con il suo sistema True Tone, che tramite l’opzione apposita andrà ad abbassare i toni blu dello schermo durante le ultime ore della giornata, così da affaticare meno i nostri occhi mentre guardiamo l’ultima puntata di Rick e Morty alle tre del mattino.

TOUCHPAD E TASTIERA

In generale, il trackpad dei Macbook è sempre stato un grosso punto a favore di questi ultimi, grazie alle numerosissime gestures ed al 3d touch integrato (lo stesso che si poteva utilizzare su iPhone XS ai tempi.)

L’era del mouse da portare in giro è finita. Con questo trackpad è possibile svolgere ogni mansione, dalla compilazione di dati al video editing, senza nessun aiuto esterno. Speriamo di vedere soluzioni analoghe anche sulle controparti Windows based in futuro.

La tastiera invece è retroilluminata e risulta gradevole da utilizzare e molto precisa nella digitazione, ed è anch’essa dotata di tante scorciatoie da studiare per sfruttare al meglio MacOS nella sua interezza. Chiamiamola una “semplice ed efficace”. Può piacere a molti.

MacBook Air 13" M1 2020

Spostandosi verso il sensore di impronte digitali, è notevole la sua reattività fulminea in accoppiata alla funzione di risveglio istantaneo, che renderà il Macbook pronto all’uso in neanche un secondo da quando solleviamo lo schermo durante lo standby a quando posizioniamo il dito sul sensore. 

BATTERIA - COME SI COMPORTA

La batteria, come accennato prima, è un altro punto a favore di questi MacBook, grazie alla profonda ottimizzazione ed alla elevata capacità in relazione ad una scocca comunque molto sottile ed al peso complessivo di poco più di 1 kg.

Se dovessimo usare l’Air in maniera blanda per navigazione web e fruizione di contenuti video, l’autonomia supererà anche i 4 giorni a seconda dell’utilizzo. 

Il processo di ricarica, in questo caso con un caricatore gentilmente incluso nelle confezione (guardiamo proprio te, Apple) richiede circa 4 ore per una ricarica completa nel modello Air 13”.

Sotto sforzo il discorso autonomia rimane simile, infatti in due ore di sforzo pesante con Corona Benchmark e rendering video di Adobe Premiere Pro, la batteria è scesa del 44% circa. Sono pochi - se non inesistenti - i portatili Windows con queste prestazioni e questa capacità della batteria nella fascia di prezzo del modello base dell’Air M1.

QUALCHE BENCHMARK

Dai test effettuati possiamo notare chiaramente come il dissipatore passivo non sia per nulla in grado di sostenere carichi pesanti prolungati nel tempo: se all’inizio l’M1 raffreddato senza ventole ci restituisce risultati decisamente ottimi, proseguendo con i test in sequenza le prestazioni andranno a calare visibilmente.

In sostanza, se il carico sarà di 15W (e quindi il 100% della CPU), a prescindere dal programma utilizzato, e per più di 5 minuti, andrà in Thermal throttling.

Per quanto riguarda il Macbook Pro invece, il problema non sussiste, grazie alla magica ventolina che svolge egregiamente il suo lavoro, mantenendo le prestazioni costanti una volta attivata, con un buon compromesso tra temperature e silenziosità. 

In entrambi i casi la scocca rimarrà comunque tiepida, ma sarà un calore per nulla fastidioso.

M1 CONTRO TUTTI

Soffermandoci in generale sulla forza bruta del nostro Apple Silicon M1, quest'ultimo risulta essere al top della classifica in tutti i test riportati nel grafico; ciò significa che questo SOC ha tanto da offrire e molte frecce al suo arco, però è ancora acerbo in termini di compatibilità software. Per questo motivo interviene Rosetta 2, praticando un miracolo informatico interessante.

ROSETTA 2 IN BREVE

La questione M1 è molto complessa per il mercato odierno. Un grande numero di professionisti, da entrambi i lati che siano sviluppatori che utenti, sfrutta i prodotti Apple per lavorare. Fino a M1 ciò non è stato un problema perché i processori Intel garantivano una semplice compatibilità diretta con l’architettura x86 nativa di diversi programmi.

Solo su Big Sur, è possibile installare Rosetta 2 per mediare tra i nuovi processori con architettura ARM e i programmi non nativi.

Ciò può avvenire in maniera semplicissima all’installazione di un nuovo programma non nativo per M1, mediante la voce che il Mac genererà in automatico.

Dai nostri test sono bastati pochi mesi perché l’ottimizzazione mettesse fine ad eventuali incompatibilità o cali di prestazione su programmi come l’Adobe Suite. Pian piano la maggior parte degli sviluppatori stanno lavorando all’ottimizzazione per i programmi principali utilizzati per produttività e lavoro. 

MACBOOK AIR M1 IN POCHE PAROLE

Se negli anni passati Apple ci ha sempre proposto il MacBook Air come un portatile da browsing e streaming video, questo nuovo modello ha tutte le carte in regola per garantirci una ottima esperienza lavorativa con seppur qualche compromesso se confrontato al fratello maggiore MacBook Pro.

La doppia porta thunderbolt, lo schermo eccellente, la batteria ottima e tutti gli altri punti a suo favore, lo rendono una soluzione ideale che può accontentare sia lo studente universitario medio che il giornalista che ha bisogno di un portatile leggero e pronto all’uso durante le fiere che ha bisogno di scrivere articoli ed editare in 1080p senza particolari effetti pesanti.

Pro:

  • Batteria con una ottima durata
  • Peso di soli 1,29 kg
  • Schermo eccellente
  • Prestazioni più che ottime
  • Apple per la prima volta forte nel qualità/prezzo sui portatili 

Contro:

  • Prezzo degli upgrade troppo elevato
  • Ecosistema software molto costoso

▷ LINK AI PRODOTTI

Nota: a meno che non abbiate necessità di un laptop passivo, sconsigliamo di prendere il Macbook AIR se non nella versione BASE. (8/256 GB)

Il Macbook Pro offre di più a pari a prezzo man mano che si sale. (Touch bar, dissipazione attiva)

Categoria: Portatili