Crisi delle memorie: produttori sempre più in difficoltà?

Oggi alle 6:29

L’aumento della richiesta di HBM e DRAM server continua a gettare benzina sul fuoco dei prezzi di SSD e RAM, costringendo diversi produttori taiwanesi a raccogliere enormi capitali pur di assicurarsi sufficienti scorte di chip.

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Secondo il Commercial Times, aziende come ADATA, TeamGroup, Apacer, Innodisk e Silicon Power starebbero raccogliendo complessivamente oltre 880 milioni di dollari tramite prestiti, bond convertibili e nuove emissioni azionarie per finanziare l’acquisto di DRAM e NAND.

Il caso più importante riguarda ADATA, che avrebbe ottenuto oltre 12 miliardi di dollari taiwanesi in finanziamenti bancari oltre a nuove emissioni obbligazionarie. Anche TeamGroup e Apacer hanno avviato operazioni simili.

Nonostante molte aziende stiano registrando ricavi record, mantenere inventari sufficienti sta diventando sempre più costoso a causa dell’aumento continuo dei prezzi: secondo le stime di TrendForce, i prezzi contrattuali della DRAM sarebbero aumentati fino al 95% nel primo trimestre di quest’anno, con ulteriori rialzi previsti nei prossimi mesi. Anche la memoria NAND avrebbe registrato aumenti intorno al 60%.

Il problema nasce dal fatto che produttori come Samsung Electronics, Micron Technology ed SK hynix stanno privilegiando la produzione di memorie ad alto margine destinate ai data center, riducendo così la disponibilità per il mercato consumer.

Secondo gli analisti, la situazione potrebbe restare critica almeno fino al 2027, mantenendo alti i prezzi di RAM ed SSD ancora per molto tempo.

Fonte: TechSpot