RTX 50: temperature reali nascoste? Un tool interno NVIDIA riporta alla luce il sensore Hotspot

Oggi alle 6:34

Il sensore Hotspot delle GPU NVIDIA GeForce RTX 50 non sarebbe stato rimosso, come molti avevano ipotizzato nei mesi scorsi. Secondo quanto riportato da TechPowerUp, il sensore è ancora presente all'interno delle schede Blackwell, ma il suo valore non è più accessibile attraverso i tradizionali software di monitoraggio come GPU-Z, HWiNFO o MSI Afterburner.

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La scoperta arriva dal Brasile, grazie ad alcuni tecnici specializzati che hanno utilizzato NVIDIA MODS (Modular Diagnostic Software), uno strumento proprietario impiegato dalla Casa verde per i test di produzione e assistenza. Attraverso questo software è stato possibile leggere la temperatura Hotspot di una RTX 5070 Ti, evidenziando valori superiori a 100 °C e picchi fino a 107 °C, nonostante Windows e i software di monitoraggio riportassero una temperatura della GPU di circa 68 °C.

L’analisi ha inoltre mostrato che il problema non era dovuto al sensore, ma ad un contatto non ottimale tra GPU e sistema di raffreddamento. Dopo la sostituzione della pasta termica, la temperatura Hotspot è scesa intorno ai 100 °C e la scheda ha smesso di andare in thermal throttling.

La vicenda riaccende il dibattito sulla scelta di NVIDIA di non rendere disponibile questo dato agli utenti. Sebbene il sensore continui a funzionare internamente, l’assenza del valore Hotspot nei software di monitoraggio rende più difficile individuare eventuali problemi di raffreddamento che potrebbero non emergere osservando soltanto la temperatura media della GPU. NVIDIA, al momento, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulle motivazioni di questa scelta.

Fonte: TechPowerUp