Epomaker TH96 - Recensione

Epomaker torna sul mercato con una nuova aggiunta alla "sua" linea Theory: la TH96. Questo nuovo modello è caratterizzato da un formato esteso a 96% che include quindi il tastierino numerico e da un knob particolarmente grande per quanto riguarda la gestione audio.

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Introduzione e specifiche tecniche #

Le caratteristiche tecniche della Epomaker TH96 sono le seguenti:

  • Formato: 96%
  • Connettività: Wireless 2.4 GHz, Wired Type C & Bluetooth 5.0 versione base, solo cavo versione QMK
  • Illuminazione: RGB, controllabile per tasto mediante software
  • Batteria: 6000 mAh
  • Socket Switch: hotswap 3 o 5 pin
  • Switch: Epomaker Flamingo o Epomaker Budgerigar
  • Store: Epomaker store, Amazon in arrrivo
  • Prezzo: 149€ (Wireless), 179€ (cavo QMK)

Contenuto della confezione #

Nella nostra (versione QMK/VIA) confezione troviamo:

  • Epomaker TH96
  • Cavo Type-C
  • Keycaps e switch puller

Prime impressioni #

La tastiera si presenta con un design molto simile a quello già visto sulle Epomaker TH66 e TH80, complice anche il fatto di essere tutte e 3 un rebrand dello stesso marchio: Dukharo. Al punto che quando connessa a Windows per la prima volta, la TH96 è stata identificata come una Dukharo VN96.

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In generale è una tastiera molto semplice, con colori morbidi e piacevoli anche per un contesto da ufficio. I keycaps, in PBT Thermal-sublimated di Epomaker con profilo MDA come già visto su TH66 e TH80, sono leggermente affossati al centro e risultano pratici per la digitazione e il gaming. Il case in plastica risulta ben solido e mantiene bene la tastiera anche in caso di scossoni energici derivati da sezioni di gioco più accanite. All’interno, come ci mostra l’immagine qui sotto, troviamo due pad di gomma per la riduzione del rumore per quanto riguarda le zone sotto al plate e al PCB. Lavorano bene, dando alla tastiera una notevole riduzione del ping e migliorando in generale la risposta sonora.

Layout della TH96 di Epomaker

Il punto negativo per quanto riguarda l’estetica arriva dalla rotella di controllo del volume, che a differenza di quanto visto su TH66 e TH80 cambia forma e diventa veramente imponente, forse anche sgradevole alla vista con questa presenza maggiorata sulla tastiera, per quanto tutta a destra. Ovviamente niente di riconducibile ad una scelta di Epo: la tastiera originale è fatta così.

La tastiera dispone di RGB, ma come da tradizione del PBT, non avremo retroilluminazione dagli stessi. Infatti per quanto brillanti e piacevoli alla vista, le nostre lucine non passeranno attraverso i keycaps di base, creando una retroilluminazione. Il particolare colore degli switch di Epomaker non sembra avere particolare influenza sulla resa, a differenza di altre tastiere.

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Switch, stabilizzatori e software #

Per quanto riguarda gli switch, il nostro modello dispone degli Epomaker Flamingo. Il nome è tutto un programma e infatti il case esterno richiama da vicino il tipico rosa intenso dei fenicotteri. Siamo di fronte a degli switch lineari particolarmente interessanti, con un piacevole feedback sensoriale e una morbidezza che potrebbe essere apprezzata da molti. Lo stem (la parte che entra nei keycaps) è realizzata in POM, mentre il case è in policarbonato. La molla oppone una resistenza di 35g, risultando quindi uno switch particolarmente leggero. Infine vengono consegnati lubrificati di fabbrica, da quanto ci riporta Epomaker.

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L’alternativa sono gli Epomaker Budgerigar, tattili.
Peccato che abbiamo voluto includere solo queste due scelte, abbastanza limitanti, a differenza di quanto visto con i Gateron Pro su TH66 e TH80. I Gateron Pro Yellow e Pro Black risultano due scelte molto interessanti per quanto riguarda quelle tastiere.

Stabilizzatori #

Purtroppo come già messo in evidenza per la TH66 e TH80, gli stabilizzatori messi su queste tastiere non sono particolarmente eccellenti. Possono comunque risultare ideali per chi arrivi da prodotti nettamente meno curati come Logitech, Corsair o Razer (per dirne alcuni tra i molti), ma per un orecchio più attento generano molto rumore, sono inconsistenti nella pressione sui bordi dei keycaps più lunghi e in generale nulla di entusiasmante. Consigliamo di rimuovere la lubrificazione di fabbrica offerta da Epo e rifarla con un prodotto migliore. Qualcosa di facile reperibilità può essere questo kit da lubrificazione. In alternativa anche una Holee Mod può aiutare!

Software #

Vorremmo parlarvi del software di Epomaker, ma purtroppo non riusciamo a farlo funzionare in alcun modo al momento della recensione. Abbiamo notato che questo problema è stato segnalato anche da Tom’s Hardware US nella versione wireless, quindi forse è un problema del pre-lancio ufficiale della tastiera.

Per quanto riguarda QMK/VIA invece, il discorso diventa abbastanza complicato, ma allo stesso tempo interessante. Questo piccolo strumento open source ha una marea di profili base già pronti tra cui poter scegliere e per citare un altro nome, anche Glorious si affida a questo modello per la sua GMMK PRO.

Il problema è uno: non troviamo alcun profilo ed Epomaker non ha lasciato riferimenti sul sito a riguardo. Quindi immedesimandoci in un consumatore normale senza particolari contatti interni, non sapremmo come risolverlo. Abbiamo cercato per lungo e largo su QMK, ma non abbiamo trovato nessun profilo in particolare al momento della recensione.

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Esperienza in gioco #

Per quanto riguarda il gaming, questa tastiera risponde bene e tranquillamente anche nelle sessioni con titoli più esigenti come Overwatch e Battlefield. Non abbiamo notato nessun caso di input lag o comunque esperienze negative durante i nostri test. Unico aspetto negativo potrebbe essere la lunghezza di un formato come il 96%, che occupa maggiore spazio rispetto a una 65% e prende quindi posto al mouse se dovessimo essere dei giocatori che usano bassi DPI.

Esperienza di scrittura #

Il profilo ribassato in MDA di Epomaker risulta particolarmente piacevole per una digitazione a lungo termine, sicuramente un aiuto per chi lavora in ambito editoriale o prende appunti. Il suono non è eccessivo ma eviteremmo comunque di utilizzarla in una biblioteca silenziosa.

Il grande neo di questa tastiera sono gli stabilizzatori, che producono un clack decisamente sonoro e non molto piacevole quando premuti, con un distinto suono metallico quando si tocca la barra spaziatrice.

Conclusioni #

La Epomaker TH96 si presenta come una tastiera interessante per il mercato commerciale, con un prezzo che ricade in quello delle top di gamma di brand “gaming” come Razer e Logitech, anche un po’ meno. Risolve il tanto richiesto dilemma del tastierino numerico, ma pecca su argomenti come gli stabilizzatori, la poca scelta di switch anche se interessanti e la rotella decisamente invasiva come dimensioni rispetto alle TH66 e TH80.

La Epomaker TH96 è attualmente disponibile sul sito di Epomaker.

Pro e contro #

PRO CONTRO
Design compatto QMK/VIA è più un’alternativa vitale che un’aggiunta
Switch di fabbrica interessanti Il software base di Epomaker è spartano, ma funzionale
Presenza del tastierino numerico Solo con switch “proprietari” di Epomaker e non Gateron Pro
Presenza di foam per miglior suono Rotella particolarmente ingombrante
RGB e Switch South-Facing Stabilizzatori non particolarmente buoni
Batteria impressionante
RGB molto luminosi e brillanti

Epomaker TH96 - Recensione

Epomaker torna sul mercato con una nuova aggiunta alla "sua" linea Theory: la TH96. Questo nuovo modello è caratterizzato da un formato esteso a 96% che include quindi il tastierino numerico e da un knob particolarmente grande per quanto riguarda la gestione audio.

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Alessandro Pilia

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Introduzione e specifiche tecniche #

Le caratteristiche tecniche della Epomaker TH96 sono le seguenti:

  • Formato: 96%
  • Connettività: Wireless 2.4 GHz, Wired Type C & Bluetooth 5.0 versione base, solo cavo versione QMK
  • Illuminazione: RGB, controllabile per tasto mediante software
  • Batteria: 6000 mAh
  • Socket Switch: hotswap 3 o 5 pin
  • Switch: Epomaker Flamingo o Epomaker Budgerigar
  • Store: Epomaker store, Amazon in arrrivo
  • Prezzo: 149€ (Wireless), 179€ (cavo QMK)

Contenuto della confezione #

Nella nostra (versione QMK/VIA) confezione troviamo:

  • Epomaker TH96
  • Cavo Type-C
  • Keycaps e switch puller

Prime impressioni #

La tastiera si presenta con un design molto simile a quello già visto sulle Epomaker TH66 e TH80, complice anche il fatto di essere tutte e 3 un rebrand dello stesso marchio: Dukharo. Al punto che quando connessa a Windows per la prima volta, la TH96 è stata identificata come una Dukharo VN96.

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In generale è una tastiera molto semplice, con colori morbidi e piacevoli anche per un contesto da ufficio. I keycaps, in PBT Thermal-sublimated di Epomaker con profilo MDA come già visto su TH66 e TH80, sono leggermente affossati al centro e risultano pratici per la digitazione e il gaming. Il case in plastica risulta ben solido e mantiene bene la tastiera anche in caso di scossoni energici derivati da sezioni di gioco più accanite. All’interno, come ci mostra l’immagine qui sotto, troviamo due pad di gomma per la riduzione del rumore per quanto riguarda le zone sotto al plate e al PCB. Lavorano bene, dando alla tastiera una notevole riduzione del ping e migliorando in generale la risposta sonora.

Layout della TH96 di Epomaker

Il punto negativo per quanto riguarda l’estetica arriva dalla rotella di controllo del volume, che a differenza di quanto visto su TH66 e TH80 cambia forma e diventa veramente imponente, forse anche sgradevole alla vista con questa presenza maggiorata sulla tastiera, per quanto tutta a destra. Ovviamente niente di riconducibile ad una scelta di Epo: la tastiera originale è fatta così.

La tastiera dispone di RGB, ma come da tradizione del PBT, non avremo retroilluminazione dagli stessi. Infatti per quanto brillanti e piacevoli alla vista, le nostre lucine non passeranno attraverso i keycaps di base, creando una retroilluminazione. Il particolare colore degli switch di Epomaker non sembra avere particolare influenza sulla resa, a differenza di altre tastiere.

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Switch, stabilizzatori e software #

Per quanto riguarda gli switch, il nostro modello dispone degli Epomaker Flamingo. Il nome è tutto un programma e infatti il case esterno richiama da vicino il tipico rosa intenso dei fenicotteri. Siamo di fronte a degli switch lineari particolarmente interessanti, con un piacevole feedback sensoriale e una morbidezza che potrebbe essere apprezzata da molti. Lo stem (la parte che entra nei keycaps) è realizzata in POM, mentre il case è in policarbonato. La molla oppone una resistenza di 35g, risultando quindi uno switch particolarmente leggero. Infine vengono consegnati lubrificati di fabbrica, da quanto ci riporta Epomaker.

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L’alternativa sono gli Epomaker Budgerigar, tattili.
Peccato che abbiamo voluto includere solo queste due scelte, abbastanza limitanti, a differenza di quanto visto con i Gateron Pro su TH66 e TH80. I Gateron Pro Yellow e Pro Black risultano due scelte molto interessanti per quanto riguarda quelle tastiere.

Stabilizzatori #

Purtroppo come già messo in evidenza per la TH66 e TH80, gli stabilizzatori messi su queste tastiere non sono particolarmente eccellenti. Possono comunque risultare ideali per chi arrivi da prodotti nettamente meno curati come Logitech, Corsair o Razer (per dirne alcuni tra i molti), ma per un orecchio più attento generano molto rumore, sono inconsistenti nella pressione sui bordi dei keycaps più lunghi e in generale nulla di entusiasmante. Consigliamo di rimuovere la lubrificazione di fabbrica offerta da Epo e rifarla con un prodotto migliore. Qualcosa di facile reperibilità può essere questo kit da lubrificazione. In alternativa anche una Holee Mod può aiutare!

Software #

Vorremmo parlarvi del software di Epomaker, ma purtroppo non riusciamo a farlo funzionare in alcun modo al momento della recensione. Abbiamo notato che questo problema è stato segnalato anche da Tom’s Hardware US nella versione wireless, quindi forse è un problema del pre-lancio ufficiale della tastiera.

Per quanto riguarda QMK/VIA invece, il discorso diventa abbastanza complicato, ma allo stesso tempo interessante. Questo piccolo strumento open source ha una marea di profili base già pronti tra cui poter scegliere e per citare un altro nome, anche Glorious si affida a questo modello per la sua GMMK PRO.

Il problema è uno: non troviamo alcun profilo ed Epomaker non ha lasciato riferimenti sul sito a riguardo. Quindi immedesimandoci in un consumatore normale senza particolari contatti interni, non sapremmo come risolverlo. Abbiamo cercato per lungo e largo su QMK, ma non abbiamo trovato nessun profilo in particolare al momento della recensione.

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Esperienza in gioco #

Per quanto riguarda il gaming, questa tastiera risponde bene e tranquillamente anche nelle sessioni con titoli più esigenti come Overwatch e Battlefield. Non abbiamo notato nessun caso di input lag o comunque esperienze negative durante i nostri test. Unico aspetto negativo potrebbe essere la lunghezza di un formato come il 96%, che occupa maggiore spazio rispetto a una 65% e prende quindi posto al mouse se dovessimo essere dei giocatori che usano bassi DPI.

Esperienza di scrittura #

Il profilo ribassato in MDA di Epomaker risulta particolarmente piacevole per una digitazione a lungo termine, sicuramente un aiuto per chi lavora in ambito editoriale o prende appunti. Il suono non è eccessivo ma eviteremmo comunque di utilizzarla in una biblioteca silenziosa.

Il grande neo di questa tastiera sono gli stabilizzatori, che producono un clack decisamente sonoro e non molto piacevole quando premuti, con un distinto suono metallico quando si tocca la barra spaziatrice.

Conclusioni #

La Epomaker TH96 si presenta come una tastiera interessante per il mercato commerciale, con un prezzo che ricade in quello delle top di gamma di brand “gaming” come Razer e Logitech, anche un po’ meno. Risolve il tanto richiesto dilemma del tastierino numerico, ma pecca su argomenti come gli stabilizzatori, la poca scelta di switch anche se interessanti e la rotella decisamente invasiva come dimensioni rispetto alle TH66 e TH80.

La Epomaker TH96 è attualmente disponibile sul sito di Epomaker.

Pro e contro #

PRO CONTRO
Design compatto QMK/VIA è più un’alternativa vitale che un’aggiunta
Switch di fabbrica interessanti Il software base di Epomaker è spartano, ma funzionale
Presenza del tastierino numerico Solo con switch “proprietari” di Epomaker e non Gateron Pro
Presenza di foam per miglior suono Rotella particolarmente ingombrante
RGB e Switch South-Facing Stabilizzatori non particolarmente buoni
Batteria impressionante
RGB molto luminosi e brillanti