Samsung SF8: sul rincaro peserebbero gli ordini NVIDIA per la RTX 3060

Oggi alle 9:47

Samsung applica il rincaro solo ai nuovi ordini su SF4, SF5 e SF8, lasciando fuori SF2 e SF3, mentre la Cina paga di più per l'accesso limitato alla capacità.

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Samsung Foundry ha alzato a luglio i listini dei wafer sui nodi a 4, 5 e 8 nanometri, con rincari che toccano il 15% per i clienti di Stati Uniti e Cina. Gli aumenti riguardano i nuovi ordini e Samsung ha rifiutato di commentare la vicenda, riferita da due persone informate sulle trattative.

Il ritocco sul processo più maturo ha una spiegazione probabile. Sull’SF8 peserebbero gli ordini di NVIDIA per la GeForce RTX 3060, rimessa in produzione dopo diverse generazioni.

Restano fuori dall’aggiornamento SF2, SF3 e le rispettive varianti, già collocate su cifre alte. Poco prima dei rincari Samsung aveva tagliato il prezzo del wafer a 2 nm a 20.000 dollari, con l’obiettivo di scendere di circa un terzo sotto le tariffe di TSMC.

Nodo Rincaro rispetto a giugno
SF4 (4 nm) 10-15% per Stati Uniti e Cina, 5-10% per Taiwan
SF5 (5 nm) 10-15%
SF8 (8 nm) vicino al 10%

La capacità viene assegnata per priorità: prima la domanda interna per i SoC Samsung, poi i clienti statunitensi, infine le design house cinesi. Gli ordini dalla Cina superano ormai la capacità disponibile, e i progettisti cinesi accettano gli aumenti più alti perché i controlli sull’export statunitensi li tagliano fuori dagli strumenti di produzione avanzati. Le esportazioni di chip Samsung verso la Cina sono cresciute del 54% tra il 2023 e il 2024, con una fornitura destinata ai Kunlun di Baidu pari a oltre tre anni di logic die per acceleratori AI.

La linea SF4 di Pyeongtaek lavora a piena capacità dalla fine dello scorso anno. Qui i clienti esterni della fonderia devono dividersi le fette con la divisione memorie di Samsung, il motore dei profitti record del gruppo: l’impianto realizza infatti i chip logici per Qualcomm insieme ai base die che sostengono gli stack HBM interni all’azienda.

Le stime sul primo trimestre 2026 assegnano a Samsung il 7% dei ricavi foundry mondiali, contro oltre il 70% di TSMC. Il divario aiuta la strategia di prezzo, perché la capacità di punta di TSMC è satura di ordini legati all’intelligenza artificiale. La divisione foundry punta a tornare in utile già l’anno prossimo, dopo perdite ininterrotte dal 2022: pesano a favore le rese in miglioramento e una domanda in crescita.

Fonti: TechPowerUp, Tom’s Hardware, Reuters