AMD spiega perché il nuovo Ryzen 7 5800X3D non è una semplice ristampa
Oggi alle 6:49
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La Casa rossa, che ha confermato il ritorno del celebre Ryzen 7 5800X3D con una speciale edizione per il decimo anniversario in arrivo il prossimo 25 giugno a partire da 349 dollari, indica come riportare sul mercato uno dei processori gaming più apprezzati degli ultimi anni si sia rivelato più complesso del previsto.
Secondo David McAfee, responsabile della divisione Ryzen di AMD, il chip originale utilizzava una prima generazione della tecnologia di impilamento 3D V-Cache sviluppata da TSMC. Poiché quel processo produttivo non è più disponibile, AMD ha dovuto riprogettare il processore per adattarlo a una versione più recente della tecnologia SoIC utilizzata per collegare la cache 3D al die della CPU.
L’operazione ha richiesto nuovi campioni, test di affidabilità e una completa riqualificazione del prodotto, un lavoro che AMD definisce un vero e proprio “atto d’amore” da parte dei propri ingegneri. Questo spiega anche perché il 5800X3D sia rimasto assente dal mercato per lungo tempo nonostante la forte domanda degli utenti AM4.
Dal punto di vista pratico, la nuova Anniversary Edition offrirà prestazioni identiche al modello originale. Non si tratta infatti della più recente tecnologia di cache invertita adottata dalle CPU Zen 5 X3D, ma semplicemente di una revisione del metodo di assemblaggio necessario per continuare la produzione.
Nonostante l’età della piattaforma AM4, il Ryzen 7 5800X3D resta ancora oggi uno dei migliori processori per il gaming. Abbinato anche a schede video moderne come una GeForce RTX 5080 o una Radeon RX 9070 XT, continua a garantire prestazioni molto vicine alle piattaforme più recenti.
La decisione di AMD arriva in un momento in cui il socket AM4 mantiene una vasta base installata e le memorie DDR4 continua a essere ampiamente diffusa e più conveniente rispetto alle soluzioni più recenti.
Fonte: TweakTown
