Sony rimuoverà oltre 500 film dalle librerie PlayStation: si riapre il dibattito sulla proprietà digitale
Oggi alle 7:08
1782803327945
Acquistare un film in formato digitale non significa necessariamente possederlo per sempre. È il messaggio che emerge dalla decisione di Sony di rimuovere oltre 500 film e serie TV dalle librerie PlayStation di migliaia di utenti europei a partire dal 1° settembre 2026. La motivazione è la scadenza dell'accordo di licenza con StudioCanal, ma la vicenda sta facendo discutere perché coinvolge contenuti regolarmente acquistati dagli utenti, che diventeranno semplicemente inaccessibili.
I titoli interessati sono ben 551 e comprendono pellicole famosissime come Terminator 2: Judgment Day, Apocalypse Now, Highlander, Rambo, Mulholland Drive e Dal tramonto all’alba. La rimozione riguarda diversi Paesi europei, tra cui Italia, Regno Unito, Francia e Spagna. Nella comunicazione inviata agli utenti, Sony spiega che i contenuti saranno eliminati a causa della scadenza degli accordi di licenza, senza fare riferimento a rimborsi o altre forme di compensazione.
La vicenda riporta al centro un tema sempre più attuale: la differenza tra acquistare un prodotto fisico e comprare una licenza digitale. Quando si acquista un contenuto su una piattaforma online, nella maggior parte dei casi non si diventa proprietari dell’opera, ma si ottiene il diritto di accedervi finché gli accordi commerciali tra piattaforma e detentori dei diritti rimangono validi. Se tali accordi vengono meno, anche l’accesso ai contenuti può essere revocato.

Non è la prima volta che accade. Nel 2023 Sony aveva annunciato la rimozione di alcuni contenuti di Discovery, salvo poi fare marcia indietro dopo aver raggiunto un nuovo accordo con l’editore. Questa volta, però, non ci sono indicazioni che facciano pensare ad una soluzione analoga, anche se mancano ancora alcune settimane alla data prevista per la cancellazione.
Il caso sta alimentando anche il dibattito sul futuro del mercato digitale, soprattutto in un periodo in cui sempre più giochi vengono distribuiti esclusivamente in formato digitale. Molti appassionati vedono infatti nella copia fisica una forma di tutela che garantisce un controllo maggiore sul prodotto acquistato. Al contrario, servizi online e piattaforme digitali offrono indubbi vantaggi in termini di praticità, ma restano inevitabilmente legati a licenze, infrastrutture e accordi commerciali che possono cambiare nel tempo.
La decisione di Sony rappresenta quindi un promemoria per l’intero settore dell’intrattenimento digitale. Che si tratti di film, serie TV o videogiochi, acquistare un contenuto online significa quasi sempre acquistare una licenza d’uso, non un bene di proprietà. Una distinzione spesso poco evidente al momento dell’acquisto, ma che in casi come questo può fare una differenza sostanziale.
Fonti: TweakTown, Tom’s Hardware
